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LA FINE DEL PD SECONDO I CAPI DEL PD



Il PD sta lentamente morendo.

In novembre se n'è andato uno dei suoi esponenti di punta, il filosofo sindaco di Venezia  [Massimo Cacciari]; e come suo solito, non ha mandato a dire nulla: "Basta. Quante volte occorre essere sconfitti in una vita? […] Trent'anni fa speravo con altri di poter imprimere una svolta al Pci. Poi ci ho provato con Occhetto, quindi con il partito dei sindaci, con l'Asinello di Prodi, con la Margherita e infine con il Pd […] 'sta frittata qui, un centrosinistra da prima Repubblica che è il vecchio disegno di D'Alema, non mi interessa culturalmente."

Subito dopo anche l'industriale  [Massimo Calearo] - una delle sorprese della gestione Veltroni - ha gettato la spugna, anche lui senza nascondere la propria amarezza: "quello di Bersani è un progetto che guarda al passato. Io di sinistra non lo sono mai stato".

Poi è stata la volta di  [Rutelli], addirittura uno dei due padri fondatori, ed è stato ancora peggio: "Il Pd non è mai nato. […] abbiamo posto tre condizioni, sospen dendo l'attività della Margherita: niente appro do nel socialismo europeo; ma siamo finiti lì. Basta collateralismo, basta vecchie cinghie di trasmissione tra politica, corpi sociali, interessi economici; ma le file organizzate di pensionati Cgil, alle primarie, dimostrano che non ne sia mo fuori. Pluralismo politico; ma anziché crea re un pensiero originale, si oscilla tra babele cul turale e voglia di mettere all'angolo chi dissen te. La promessa, dunque, non è mantenuta: non c'è un partito nuovo, ma il ceppo del Pds con molti indipendenti di centrosinistra".

Anche il criticatissimo governatore della Campania  [Antonio Bassolino], commentando la propria imminente uscita di scena, ha affermato: "Questo Pd non funziona più […] io credo sia arrivato il momento di pensare a che cosa c'è dopo il Pd"

La  [Binetti], dopo l'imposizione della Bonino quale candidata del centrosinistra in Lazio, si prepara anche le a fare i bagahli: "Con Bersani siamo passati a sinistra. Ora con le Regionali siamo a sinistra con la guida radicale. Se questa è la traiettoria, trovo che sia abbastanza improponibile la mia permanenza".

Infine, nei giorni scorsi anche un calibro da novanta come il sindaco di Torino,  [Sergio Chiamparino] - il più amato in Italia dai propri concittadini - ha detto apertamente ciò che tutti sanno da tempo: "Ormai è chiaro: il progetto del Pd è fallito. Per evitare il disastro totale bisogna aprire dopo le regionali il cantiere di una nuova coalizione. Una nuova Cosa […] Siamo avvitati su noi stessi, a volte sembriamo i polli di Renzo."

Posso dire, con piena immodestia: Io l'avevo detto ?!?
 [Alezeia]

 [PD: il futuro che non c'è] 17 dicembre 2008
 [PD, la fine senza l'inizio] 27 giugno 2008

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