Milano, nella Chinatown ogni due minuti si commette un'illegalità - Gianandrea Zagato
Ottantotto infrazioni in tre ore e ventiquattro minuti. Una violazione ogni centoventitré secondi. Accade nella Chinatown, quella del triangolo di via Sarpi, tra via Canova, piazza Gramsci e via Bramante. Record tutto milanese, documentato in formato excel. Anzi, non è milanese: è da
guinness dei primati.. Conteggio dei secondi sostenuto in un dossier di cinquanta pagine ovvero libro bianco degli ultimi dieci anni del quartiere «in cui il tessuto socio-economico è stato progressivamente stravolto».
Fotografia del carico e scarico illegale, delle pile di scatoloni che fanno bella mostra di sé a ogni angolo di strada, di sei furgoncini che bloccano un jumbo tram alle sei di un pomeriggio di giovedì. Elenchino del degrado sociale che ha persino spinto i residenti di un condominio di via Giusti ad «autotassarsi» per pagare l'affitto di un negozio che s'affaccia sul passo carraio del palazzo per evitare che qualche cinese lo acquisisse. «Capito, come viviamo?».. La reazione dei cinesi sarebbe stata davvero premeditata: «Non si può nel giro di nemmeno cinque minuti iniziare ad essere migliaia e con bandiere rosse inneggianti, con striscioni eccetera», confidano dalla questura. Che sta confrontando diverse testimonianze degli scontri. Versioni dell'accaduto che si completano con un bilancio di quattordici agenti medicati in ospedale (dieci giorni di prognosi) e cinque contusi tra i cinesi. Numeri che potrebbero bastare da soli a comprendere i ruoli di aggrediti e aggressori. Ruoli di un clima che, sostiene il prefetto Gian Valerio Lombardi, deve «essere recuperato alla serenità» anche «attraverso un incontro tra le parti» sapendo però che «il rispetto delle regole» è un limite invalicabile..
[Il Giornale 14/4]L'autoisolamento di una comunità - Massimo Introvigne
.. Con l'immigrazione di massa sono aumentati anche il traffico di clandestini e la presenza della criminalità organizzata cinese in Italia, già confermata da sentenze definitive I cinesi sono gli immigrati con il maggiore reddito medio e la più alta percentuale di proprietari di immobili e di imprenditori (anche se alcuni hanno solo un banchetto al mercato). Dati che farebbero pensare a un'alta integrazione: ma non è così. La comunità, come ha detto un intervistato nella nostra ricerca sociologica, mette in atto «meccanismi di autoisolamento»: per ragioni culturali ma anche a protezione di reti economiche di cui non si vuole che gli estranei si occupino troppo..
[Il Giornale 14/4]Sovranità limitata - Ernesto Galli della Loggia
Stampa e opinione pubblica non hanno certo mostrato di sottovalutare il valore sintomatico dei disordini scoppiati nella Chinatown milanese, ma pur nell'allarme non ne hanno colto, mi sembra, tutta la portata. E allora diciamolo subito senza giri di parole:
la questione decisiva che gli avvenimenti di Milano obbligano a guardare fino in fondo è una questione di sovranità, la questione della sovranità dello Stato italiano, del valore effettivo delle sue leggi sull'insieme del territorio. "Non esistono zone franche", ha detto il sindaco Letizia Moratti, ma magari fosse vero: nel nostro Paese, invece..
[Corriere della Sera 14/4]Caso Milano, la Cina chiede «equilibrio» - Corriere della Sera
Parla la Moratti: chi vuole rispetto deve seguire le nostre regoleGiornata di calma ieri in via Paolo Sarpi e nelle altre strade della Chinatown milanese, il giorno dopo gli scontri fra cinesi e forze dell'ordine. Da Pechino arriva una nota del governo che chiede all'Italia «equilibrio» nel trattare con gli immigrati della Repubblica Popolare, tenendo conto delle loro esigenze, mentre a Milano la comunità orientale resta ferma nella sua percezione di essere vessata dalle autorità cittadine, fattesi rigorose nei controlli e nelle sanzioni rivolti a commercianti e grossisti.
Il sindaco Letizia Moratti insiste sulla linea del rispetto delle regole ma aggiunge in un'intervista al Corriere che incontrerà il console cinese «la prossima settimana. Continuiamo il dialogo. ma vogliamo tempi certi per risolvere un problema non affrontato da anni»
[Corriere della Sera 14/4]"PIù FAMIGLIA"
IL 12 MAGGIO TUTTI A ROMA A PIAZZA S. GIOVANNI