![]() | ![]() | ![]() |
Vai alla Homepage
![]() |
| r sono pronti alla politica. Ci sono quelli a cui prudono le mani in vista dell'imminente lotta per una società più umana e più cristiana. Forse la prima cosa da fare è cercare di capire che cosa tiene insieme le famiglie, il loro affetto e la loro fecondità: non solo i corsi per fidanzati, che ormai, come dice un parroco mio amico, sono corsi per conviventi e nemmeno un partito dedicato che, probabilmente, è meglio che non nasca. Non è un caso che il 12 maggio sia stato proposto dall'associazionismo cattolico, ovvero non da uno schieramento, ma da un mondo in cui la famiglia è il modo normale di trasmettere insieme alla vita, la fede come criterio di conoscenza e di moralità. È proprio una novità italiana che a questo mondo e a questa concezione si sia legata la simpatia di tanti non credenti. I partecipanti del Family Day, nella loro semplicità e fermezza, hanno espresso il valore civile della fede, che non è ostacolo, ma fattore di ragione e libertà per tutti. La grande manifestazione cui hanno dato vita è in fondo un'adesione di massa all'invito del Papa a spalancare la ragione; è l'esigenza di una nuova laicità, che, religiosa o no, non presume di sapere tutto, ma desidera innanzitutto imparare Giancarlo Cesana Avvenire 24/5 |
Vai alla Homepage
Clicca sul feed che preferisci o copia il link col tasto destro e incollalo nel tuo aggregatore RSS.