Home Chi siamo Privacy Disclaimer & Copyright Editoriali


Vai alla Homepage Scarica in formato Adobe® Pdf

LA PAROLA PROIBITA



Mi metto nei panni di chi non ha vissuto quel giorno. Cosa saprà? Perché c'era quel muro? Perché i tedeschi erano divisi? Tutti insieme appassionatamente a celebrare la caduta di questo terribile muro. Ma perché stava in piedi? Chi lo aveva eretto? I marziani?
Ricordo un pomeriggio, mi pare fosse proprio cinque anni fa. Ero in un piccolo paese del Valdarno, costruito perfettamente come un accampamento romano, con il cardo e il decumano che si intersecavano in una bellissima piazzetta cinque-seicentesca. Proprio come quando ero piccolo, nel corso principale vi erano le bacheche dove si potevano leggere le pagine più importanti dei giornali. Un paginone centrale era dedicato alla caduta del muro di Berlino. L'articolo era scritto da una classe di scuola superiore, all'interno di una iniziativa lanciata dalla Nazione di Firenze, qualcosa tipo "il quotidiano in classe". La classe aveva scritto un lungo pezzo dove si parlava del muro, di quanto fosse il terribile frutto di un più terribile imperialismo. E l'imperialismo qui, e la vittoria della libertà qua, etc. Ma non c'era quella parola: scomparsa, proibita.
Perché è morto ciò a cui si riferiva? E perché, se è morto il referente, si ha tanta paura a pronunciarla?

La riconciliazione vera nasce dalla verità e dalla verità storica. E il primo passo è chiamare le cose con il loro vero nome. Davvero quella cosa continua ad aggirarsi: e non solo per l'Europa (vedi l'America Latina). Ed è davvero uno spettro: inafferabile, spaventoso e capace persino di impedire che lo si chiami con il suo nome, capace di partecipare persino alla celebrazione del proprio funerale, ridendo sotto i baffoni degli ingenui che vi sono convenuti, ignare vittime di domani.

"Vi sono alcuni i quali, di fronte all'iniquità del comunismo che mira a strappare la fede a quelli ai quali promette il benessere materiale, si mostranopavidi ed incerti; ma questa Sede Apostolica, con documenti recenti, ha indicato con chiarezza la via da seguire, dalla quale nessuno dovrà allontanarsi se non vorrà mancare al proprio dovere".
(Pio XII, Menti Nostrae, 1950)

 Contro l'imbecillità collettiva socio di  SamizdatOnLine

Articoli correlati:
Il crollo del Muro e la profezia di Leone XIII -  La Cittadella
Nomi su un muro -  Berlicche
"Ich bin ein Berliner": a 20 anni dalla caduta del muro -  Cultura Cattolica
Il nuovo muro -  Seraphim
Quell'occasione di vent'anni fa - Tommaso Padoa Schioppa -  Corriere della Sera
Il Muro è caduto, ma i «cattolici adulti» credono ancora al Pd - Antonio Gaspari -  Ragionpolitica
l Muro non cadde all'improvviso Lo spirito dell'89 contro i nuovi muri -  Il Mascellaro
Sotto il cielo di Berlino -  Graciete
Chi non conosce la storia ne ripete gli errori -  Anna Vercors
la felicità non è dall'altra parte del muro - John Waters -  Il Sussidiario
Il muro di Berlino iniziò a sgretolarsi in Polonia -  Politicus
9 novembre 1989 9 novembre 2009. Quando l'Europa si ritrovò unita -  
E cadde anche il muro di Berlino -  
Rimini in Dies
Il muro di Berlino -  Natanaele
Al crollo del muro -  Non darmi ragione

Vai alla Homepage Scarica in formato Adobe® Pdf

Sezioni

Temi Istituzioni Edicola Cultura E-Campagne Links Indice Argomenti

Mailing List

Per ricevere info sugli aggiornamenti



Clicca sul feed che preferisci o copia il link col tasto destro e incollalo nel tuo aggregatore RSS.


©2007-2011 - 1 utente collegato