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QUESTA É LA REALTÀ DELLA LOMBARDIA



IL MODELLO LOMBARDIA - ROBERTO FORMIGONI -  Repubblica
Caro direttore, quando l'apparenza confligge con la realtà è l'apparenza che deve cedere e la realtà che deve essere riconosciuta.
La realtà della Lombardia è ben diversa dall'apparenza, condita da molto pregiudizio ideologico, dipinta da Gad Lerner.
La realtà della sanità lombarda è quella che migliaia di tabelle di dati ufficiali, decine di inchieste giornalistiche e soprattutto l'esperienza quotidiana di milioni di malati lombardi e non solo, testimoniano:
La nostra sanità è di gran lunga la più efficace, la più umanizzata e la meno costosa del Paese.
Siamo l'unica regione in pareggio di bilancio da nove anni, abbiamo le eccellenze europee e talvolta mondiali in settori complessi dall`oncologico al cardiologico, abbiamo in questi anni realizzato oltre cinquecento interventi di miglioria edilizia per quasi quattro miliardi di euro, abbiamo le liste d`attesa più brevi, non solo, nra se il medico curante ritiene l`esame urgente qualunque paziente avrà l`esame gratuito entro le 72 ore.
Questo proprio grazie a quel sistema misto pubblico-privato che la Regione Lombardia ha costruito e che è diventato punto di riferimento per molti, modello studiato anche da altri Paesi. Per la rabbia di tanti nostri critici non siamo neppure la regione dove il privato è più presente in sanità: ben sei regioni italiane ne hanno più di noi senza neppure sfiorare i nostri livelli di efficienza. La nostra forza è il modello, filiazione direttadellanostra visione ideale, culturale e politica: la sussidiarietà.
C`è qualche mela marcia? Si, ma sempre di meno, e in genere vengono individuate grazie al sistema di controlli da noi realizzato. Questi sono i dati di realtà che la nostra gente ben conosce e apprezza, dimostrando di non credere alle deformazioni ideologiche di troppi osservatori strabici. Altrimenti come si giustificherebbe il fatto che per la quarta volta consecutiva gli elettori lombardi hanno privilegiato la mia candidatura? 0 qualcuno pensa veramente che il popolo sia bue e sia necessario l`intellettuale illuminato per aprirgli gli occhi? Aver costruito questo grande consenso con la società è diventato un patrimonio collettivo, frutto anche di accordi politici, come quello con la Lega - un movimento ben diverso dalle caricature che tante voltene vengono fatte-, accordi che valgono tanto alivello locale quanto a livello nazionale e che ancora oggi continuano a generare ampi consensi.
Il sistema sanitario, le infrastrutture, le imprese, in poche parole il modello lombardo corrispondono ad un disegno culturale e politico, in cui l'azione svolta dalle istituzioni ha saputo mobilitare e coinvolgere i cittadini, grazie alla capacità di aggregare e ascoltare la società civile e il sistema produttivo locale, che ha portato il 60 per cento dei lombardi a volere che la classe dirigente della propria regione rimanesse solida al suo posto.
E la dura legge della democrazia, del popolo sovrano, che giudica e lo fa in maniera severa e costante, ma è lui che lo fa, non gli intellettuali.
Le inchieste sulla`ndrangheta e la criminalità organizzata sono benvenute, l'azione preventiva e repressiva delle Forze dell'Ordine merita plausi, i successi nell'assicurare alla Giustizia malavitosi di ogni tipo sono sotto gli occhi di tutti e da noi molto apprezzati, ma tutto ciò non accade nonostante o contro l'azione delle amministrazioni locali lombarde. Siamo stati i primi in questi anni a prendere iniziative di prevenzione nei confronti delle infiltrazioni malavitose, in accordo con il Governo e le Prefetture, firmando intese con le nostre categorie produttive e costituendo comitati di magistrati super esperti per la prevenzione e tutte le possibili azioni di salvaguardia.
Questa è la realtà della Lombardia.
A molti continua a dar fastidio e qualcuno preferisce mettere in scena l'apparenza e dar corpo alle ombre. Ma è un tentativo inutile.
Quanto alla cosiddetta P3, tonnellate di pagine di presunte intercettazioni non riusciranno a cancellare il dato di fondo: reati da parte mia non ne sono stati commessi neppure in questa occasione.
Il reato gravissimo è stato compiuto contro di me e contro gli elettori del centrodestra: l'esclusione illegittima, illegale, arbitraria delle nostre liste ad opera della Corte d`Appello di Milano, come stabilito anche dal Tar e dal Consiglio di Stato.
L'autore è governatore della Lombardia

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