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Edicola : Dai Lettori

PIETÀ POPOLARE E PIETISMO DI MASSA

Il caso Eluana Englaro

La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina nei Sacramenti, nel "Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia" del 2002, al n. 9 recita:
"La pietà popolare, ritenuta giustamente un vero tesoro del popolo di Dio, manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere; rende capaci di generosità e di sacrificio fino all'eroismo, quando si tratta di manifestare la fede; comporta un senso acuto degli attributi profondi di Dio: la paternità, la provvidenza, la presenza amorosa e costante; genera atteggiamenti interiori raramente osservati altrove al medesimo grado: pazienza, senso della croce nella vita quotidiana, distacco, apertura agli altri, devozione."

Questa "sete di Dio" , questo bisogno di Dio è ciò che contraddistingue l'uomo in quanto tale, in quanto consapevole della sua provenienza da un Altro, che è stato fatto da un Altro e che, per tanto, è assoluto bisogno di un Altro.
Quest'atteggiamento di "bisogno" consapevole, mai è stato messo in discussione come in questi tempi laddove, il bisogno è dei bigotti, degli stupidi, degli illusi, mentre l'uomo veramente uomo è assoluta affermazione di sé e del suo destino.
E' per questo che il giudizio su ogni cosa proviene dal nulla e cade nel nulla. E il nulla è il nulla!
Ecco perché alla pietà popolare, intesa come descritta, si sostituisce un vago senso di pietismo di massa che, con sentimenti volti al "bene" dell'uomo (buonismo) ne snatura la sua vera immagine.
Eluana Englaro è stata giudicata da questo pietismo "onnipotente", e per questo è morta di fame e di sete come nessuno vorrebbe morire.
Ed è questo pietismo che riconosce, in chi ha permesso, anzi deciso che era giunta la sua ora, dei veri eroi, delle persone piene di amore verso il prossimo, compassionevoli e misericordiose.
E questo giudizio viene sposato da tanti per solidarietà ad un padre che ha solamente desiderato ridare dignità a sua figlia ponendo fine alla sua sofferenza, a differenza di chi, ostinatamente e bigottamente, nell'affermare che la vita e un dono ed è piena della Presenza del Mistero che fa buone tutte le cose, non comprende tale desiderio ed anzi prega affinché tale desiderio, nella modalità in cui è stato messo in pratica, non si avveri.
E questo è lo stesso pietismo che, in procinto di ogni estate, grida al bisogno di compagnia da parte dei cani dei loro padroni con sottofondi musicali davvero struggenti, della necessità di fare volontariato presso i canili municipali, della necessità di "adottare un cane abbandonato" con gli occhioni lucidi mentre Modugno cantava: "E il vecchietto dove lo metto?"
Concetta Carruba Toscano - Palermo

Notizia n. 46024 del 11.02.2009

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