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8 settembre 2009 - Con il Masterplan dell'Expo si inizia a delineare la formula nuova che dovranno avere le esposizioni universali del ventunesimo secolo.
Ne è convinto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che è intervenuto alla presentazione ufficiale del progetto che si è svolta presso Palazzo Reale a Milano.Erano presenti anche Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 Spa, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, quello della Camera di Commercio, Carlo Sangalli, e tre membri della Consulta degli architetti, fra cui il milanese Stefano Boeri.
Formigoni si è detto "soddisfatto del livello di elaborazione del progetto e della grande collaborazione intercorsa a tutti i livelli con gli architetti" ed ha sottolineato come l'Expo "saprà attirare milioni di persone per sei mesi solo nella misura in cui riuscirà a trasmettere un'esperienza di bellezza".
"Si è chiusa l'epoca - ha spiegato - degli Expo in cui si veniva per vedere, oggi tutto si può vedere stando comodamente seduti a casa e collegandosi semplicemente ad internet. Vogliamo dunque che i cittadini del mondo vangano per vivere e partecipare personalmente a un'esperienza che accade in un determinato momento in un luogo preciso. Il computer è freddo, fa perdere la magia e le sensazioni che un tale avvenimento può suscitare".
Sono dunque tre, secondo il presidente della Regione Lombardia, le parole chiave sulle quali costruire l'evento: la bellezza, "tratto peculiare ed inconfondibile della nostra sensibilità e della storia del nostro popolo"; la creatività, "come genialità nell'inventare e proporre qualcosa di assolutamente innovativo"; l'accoglienza, "anch'essa tipica della nostra tradizione come capacità di incontrare l'altro e di farlo sentire a casa propria".
Tutto questo ovviamente deve poi ben conciliarsi con la sostenibilità ambientale nelle sue numerose sfumature: l'acqua, l'energia e la mobilità anzitutto. Entrando invece nello specifico del masterplan, Formigoni lo ha definito "innovativo, funzionale, ma soprattutto improntato alla massima flessibilità", nel senso che, così come è concepito, ha contemporaneamente ottime possibilità di adattarsi alle necessità che man mano emergeranno nella fase di avvicinamento all'Expo e di riutilizzo delle aree al termine della manifestazione stessa.
"Questo progetto - ha infatti aggiunto Formigoni - non solo valorizza quel particolare pezzo di territorio su cui sorgerà, ma si inserisce in un contesto più ampio e di importanza strategica per l'intera Regione".
A poca distanza sorgeranno la nuova Città della Salute (riunendo ospedale Sacco, Istituto Besta e Istituto dei Tumori) e un nuovo complesso (un insieme di funzioni residenziali, commerciali e produttive) sull'area ex Alfa di Arese, che faranno di questa zona semiperiferica uno dei centri maggiormente propulsivi e di maggiore sviluppo dell'intera Lombardia.
"L'Expo - ha concluso Formigoni - sarà data dalla vita e dagli avvenimenti che accadranno giorno dopo giorno e che vogliamo mettere in moto non da soli ma coinvolgendo tutti quelli che sono interessati a questo tipo di esperienza a partire proprio dalla Regioni confinanti. Perché vogliamo che l'Expo sia davvero un'esperienza indimenticabile".
Notizia n. 46679 del 18.09.2009
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