![]() | ![]() | ![]() |
| torna indietro | Vai a 'Istituzioni : Comune Di Milano' | Scarica in formato Adobe® Pdf |
Grande partecipazione e commozione alla funzione di suffragio per la donna filippina uccisa. Il Sindaco ha scritto una lettera ai cittadini: "Milano è una città nella quale si cerca di unire, non di dividere, dove si piange insieme, si gioisce insieme, affinché il rispetto prevalga sull'incomprensione, la tolleranza sulla violenza, l'amore sull'odio, la condivisione sull'indifferenza"
Milano, 14 agosto 2010 - Una grande fotografia di Emlou davanti all'altare e circa 1500 persone raccolte in preghiera. Si è svolta questa mattina nella chiesa del Santissimo Redentore, in via da Palestrina la cerimonia di suffragio per Emlou Arvesu la donna filippina aggredita e uccisa il 6 agosto in viale Abruzzi da un giovane ucraino. Nei primi banchi il marito e i figli di Emlou e il sindaco Letizia Moratti che ha scritto una lettera alla città (vedi testo sotto), accompagnata dagli assessori Mariolina Moioli e Giovanni Terzi. "Sappiamo che è un momento molto doloroso per la famiglia - ha detto il sindaco Moratti al termine della cerimonia - e quando torneranno dalle Filippine saremo al loro fianco, soprattutto per sostenere i due ragazzi che dovranno riprendere gli studi e avranno bisogno di amicizia e solidarieta'".
E proprio di fratellanza e di una città "dura" in cui invece bisogna "imparare a vivere assieme" ha parlato durante la messa don Giancarlo Quadri responsabile per la pastorale dei migranti della Diocesi che ha presieduto la funzione e ha poi letto il messaggio in cui il cardinale Dionigi Tettamanzi, dopo quanto accaduto, sottolinea l'esigenza di una vita comunitaria "in cui tutti siano responsabili di tutti".
Presente anche il cappellano capo della comunità cattolica ucraina Aleksandr Lisowsky, che non ha preso la parola, ma ha voluto testimoniare la vicinanza alla comunità filippina. Così come alcuni cittadini ucraini e italiani presenti in Chiesa assieme ai tantissimi connazionali di Emlou. Un aspetto, quello dei rapporti fra le due comunità su cui don Quadri si è soffermato anche a margine della cerimonia, raccontando il percorso fatto negli ultimi giorni dal figlio 17enne di Emlou. "Era risentito nei confronti della comunità ucraina - ha spiegato - poi invece mi ha detto che andava bene che si pregasse tutti assieme".
Lettera del Sindaco Letizia Moratti
Ho riflettuto a lungo sulle parole del Cardinale Tettamanzi e nella chiesa del S. Redentore gremita di gente le sentivo riempirmi il cuore, le sentivo penetrare nell'animo di tutti coloro che insieme avevano deciso di unirsi al dolore della famiglia di Emlou ed esprimere solidarietà alla comunità filippina. Un invito a creare un "tessuto sociale capace di vivere legami di sincera compassione, di solidarietà e di integrazione".
Questa era la mia Milano presente nella Chiesa, una comunità nella quale i volti dei cittadini nati a Milano si confondevano con quelli dei filippini che hanno scelto di vivere nella nostra città, uniti dallo stesso desiderio di esprimere alla famiglia di Emlou la propria partecipazione, la propria amicizia.
Questa, riunita in una piovosa mattina d'agosto quasi che la pioggia fosse più giusta nell'accompagnarsi alle lacrime dei presenti, è la città che desideriamo, la città che amiamo, la città per la quale lavoriamo. Una città nella quale si cerca di unire, non di dividere, dove si piange insieme, si gioisce insieme, ci si aiuta con amicizia, con rispetto, con amore.
Non è facile raccogliere e far propri nell'agire quotidiano le parole del Cardinale Tettamanzi, ma è ciò che dobbiamo fare tutti, ognuno nel proprio ruolo e con lo stesso senso di responsabilità perché il rispetto prevalga sull'incomprensione, la tolleranza sulla violenza, l'amore sull'odio, la condivisione sull'indifferenza. Se tutti insieme saremo capaci di farlo realizzeremo una comunità dove ogni uomo, ogni donna, ogni anziano, ogni giovane, ogni bimbo, vedrà nell'altro fratelli e sorelle tutti uguali pur nelle differenze con il medesimo senso di appartenenza.
Oggi abbiamo avuto dalla comunità filippina un grande insegnamento fatto di dignità, solidarietà, rispetto, tolleranza, assenza di giudizio. Impariamo da loro ad essere migliori.
Letizia Moratti,
Sindaco di Milano
Notizia n. 47572 del 20.08.2010
| torna indietro | Vai a 'Istituzioni : Comune Di Milano' | Scarica in formato Adobe® Pdf |
Clicca sul feed che preferisci o copia il link col tasto destro e incollalo nel tuo aggregatore RSS.