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Magdi Allam, Corriere della Sera 23/6
Lo sapevate che dal 15 marzo scorso chiunque voglia entrare in Olanda per ragioni di lavoro, attività religiose, matrimonio o ricongiungimento familiare, deve recarsi all'ambasciata o al consolato olandese nel proprio Paese d'origine, pagare una tassa di 350 euro e sostenere un «esame di integrazione civica», consistente in una prova orale di lingua e cultura olandese? Solo dopo il superamento dell'esame si ottiene un visto d'ingresso temporaneo. Dopo un anno, l'immigrato è tenuto a sostenere un secondo esame, di un livello superiore, di lingua e cultura olandese, che consente di ottenere un permesso di soggiorno di più lunga durata. Anche la nuova legge sull'immigrazione in Francia, già approvata al Senato e che attende il varo dell'Assemblea nazionale, affida alle ambasciate e ai consolati francesi all'estero la responsabilità di vagliare le domande di soggiorno per lavoro o per altre motivazioni. Anche in questo caso il responso è subordinato alla conoscenza della lingua e al possesso delle attitudini necessarie a soddisfare il criterio generale di un'immigrazione «scelta» anziché «subita». E insieme al permesso di residenza gli immigrati dovranno firmare un «contratto d'integrazione», in cui si impegnano a rispettare i valori fondanti della società francese…
Il governo di centrosinistra sta percependo la strategia dell'immigrazione come un'affannosa soddisfazione delle esigenze dei «poveri cristi». Prefigurando un'Italia dalle porte aperte senza chiedere nulla in cambio: né conoscenza della lingua e della cultura, né formazione professionale, né condivisione dei valori, né adesione a un'identità nazionale. Ebbene, chi ha veramente a cuore la sorte degli immigrati cominci con il fare l'autentico interesse degli italiani. Sono due facce della stessa medaglia. Ma partiamo dalle nostre certezze, non dalle nostre debolezze [Leggi su www.corriere.it]
Notizia n. 34009 del 15.07.2006
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