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Temi : Sanita'

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RISPUNTA IL TICKET SANITARIO

La finanziaria 2008 sarà tormentata e pasticciata almeno come quella che l'ha preceduta, se non di più. Questo governo ci ha abituati a una menzognera politica degli annunci, delle retromarce e dei ripensamenti e il parto della manovra diventa un travagliato balletto di misure che entrano ed escono dal testo di legge nel giro di pochi giorni o addirittura di ore.
Per i cittadini, incalzati dai rincari di beni e servizi, è una continua doccia fredda. Si sa già che le tasse non caleranno e che anzi aumenteranno, ma per le famiglie italiane si profila un ulteriore aggravio: il ritorno del ticket sulle visite specialistiche e sulle analisi mediche. Il balzello colpirebbe 27 milioni di persone, chiamate a contribuire con 10 euro a prescrizione (oltre al ticket del pronto soccorso per i cosiddetti "codici bianchi", gli interventi richiesti per casi non gravi).
Questa forma di compartecipazione alla spesa sanitaria - per la quale già si pagano, peraltro, fior di tasse - era stata imposta dalle Regioni, ma per il 2007 era stata scongiurata in extremis poiché lo Stato aveva trovato 811 milioni di euro da versare alle Regioni come compenso per il mancato introito del ticket. Ma nello schema della finanziaria 2008 manca questo intervento che, tenuto conto della lievitazione dei costi e dei tassi, dovrebbe ammontare a 834 milioni di euro. Conseguenza: o entro 40 giorni il governo trova questa cifra, oppure col primo gennaio arriva il ticket.
Il governo delle sinistre rissose è caratterizzato dall'approssimazione e dal dilettantismo. La finanziaria è stata appena presentata, ma è già cominciato il lavoro dei guastatori che con emendamenti e ritocchi la distorcono e la modificano, sempre in peggio, s'intende.
La scure che sarebbe dovuta calare sui contributi all'editoria, ad esempio, diventa meno affilata e meno pesante: per i piccoli giornali di partito - pur sempre vicini alla casta - la riduzione non sarà del 7 ma del 2 per cento, mentre sarà più consistente (si ridurranno gli sconti sulle spedizioni postali) per le imprese editoriali più grandi.
Anche per le imprese grandi e piccole aumenteranno gli oneri: ad esempio, un emendamento fa lievitare di quasi il 100 per cento il compenso dovuto a commercialisti e poste per le dichiarazioni telematiche dei redditi e per le deleghe di pagamento.
Diventa, poi, più complesso l'iter per le opere e gli interventi pubblici in materia di infrastrutture: sarà necessaria una documentazione che attesti il rispetto del protocollo di Kyoto in materia di emissioni. E per i rigassificatori diventano più rigide le norme che fissano i vincoli ambientali.
Il balletto degli emendamenti è soltanto all'inizio, fino al 24 dicembre sarà possibile smontare e rimontare la finanziaria più volte. Magari per farvi entrare ticket e balzelli nuovi, sempre più gravosi per i contribuenti  [Maurizio Lupi]

Notizia n. 43564 del 25.10.2007

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