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Morresi Assuntina
"Non ho cambiato idea, ero e resto pro life. Ma la nostra è una legge dissuasiva, e va applicata fino in fondo. Dobbiamo lavorare perché un giorno non serva più"
Trent'anni e non sentirli: tanti ne ha la 194, ma ogni volta che se ne parla scatta un botta e risposta tanto prevedibile quanto sincero, e, spesso, profondamente inutile.
Il dibattito è rimasto fermo là, alla contrapposizione abortisti-antiabortisti, dove i primi sarebbero i sostenitori della legge, e i secondi quelli che la volevano abrogare, e hanno perso il referendum del 1981. Io sono fra quelli che hanno perso. Avevo quasi diciotto anni. Ho fatto una dura campagna, da militante, faticosa, per noi cattolici parlare in pubblico era difficilissimo, a volte pericoloso. Ero certa che l'aborto fosse un omicidio, e che la sua legalizzazione non avrebbe risolto il problema della clandestinità - sbandierata dai radicali con cifre inverosimili, talmente impossibili che molti di noi credevano sinceramente fosse tutto inventato di sana pianta - e che anzi ne avrebbe fatto un mezzo di controllo delle nascite, un tragico contraccettivo.
Dopo trent'anni non ho cambiato idea. Penso ancora esattamente così. Ma in trent'anni è cambiato il mondo: … [Tempi]
Notizia n. 43859 del 3.12.2007
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