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Temi : Aborto

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IL DILEMMA DEI CATTOLICI ITALIANI

LA TATTICA NON DEVE MANGIARSI LA VERITà, MA NEMMENO LA VITA
"«Certamente siamo contro l'aborto, ma non vogliamo modificare la legge. Auspicheremmo soltanto che nella sua applicazione si tenga conto il più possibile della circostanza di favorire la vita»".
"Certo, la legge «per un credente sarebbe meglio che non ci fosse», Però esiste, «né ci sono le condizioni culturali e politiche per abrogarla». Ciò non vuol dire che non si possa sottolineare un fatto: la normativa ha quasi 30 anni e «risente delle grandi trasformazioni del progresso medico-scientifico». Una «interpretazione che l'aggiorni a questi progressi, che la migliori e non la peggiori, è non solo lecita ma anche doverosa»".
Queste dichiarazioni tratte da interviste al Card. Ruini, la prima resa "a caldo", nel giugno 2005, subito dopo la bocciatura del referendum sulla Legge 40, la seconda lo scorso settembre, riassumono il dilemma posto ai cattolici dalla Legge 194: una legge per molti versi ingiusta (non cesseremo di ripetere che l'embrione è una persona !), ma che non è possibile abrogare perchè le condizioni culturali e politiche non lo consentono.
Dilemmi di questo tipo si porranno sempre più frequentemente in futuro. Vale ad esempio la pena di ricordare che la Legge 40 non è una "legge cattolica" (per ogni bimbo che nasce da un concepimento in vitro, nove embrioni muoiono, in laboratorio o abortiti), e la si è difesa - seguendo le indicazioni della CEI - non andando a votare.
Proprio sul tema della Legge 194 è nata la polemica che ha seguito due articoli apparsi su Tempi, a firma di Patrizia Vergani ed Assuntina Morresi, in cui le due auspicavano un maggiore rispetto ed applicazione della 194 - nella parte di sostegno a chi decide di non abortire - ed affermavano in ogni caso la necessità di una legge sull'aborto, per la tutela della donna. Tutela che - osserviamo - pur ridotta spesso in questi anni a slogan, e non dai cattolici, resta un'esigenza sacrosanta.
Il Comitato Verità e Vita ha attaccato le loro posizioni parlando di cattolici che divengono abortisti, accusando la Morresi di sostenere tesi abortiste, confutando più in generale l'approccio seguito nella difesa della legge 40 . Infatti Marisa Orecchia, vice-presidente del Comitato, ha scritto: "non può infine sfuggire che questa (la L. 40) e quella (la L. 194) sono moralmente e giuridicamente sullo stesso piano. E allora, dato che abbiamo difeso a spada tratta la legge 40, dato che la consideriamo il fiore all'occhiello delle vittorie pro life, "perchè non usare lo stesso criterio di giudizio per la 194" ? In quest'ottica la logica della Morresi non fa una grinza".

Come vedete, siamo tornati al dilemma, può essere utile allora uno sguardo all'indietro, a quella che è oramai storia.
La legge 194 è nata nel 1978. Quattro anni prima, nel maggio 1974, si era tenuto il referendum abrogativo sul divorzio, proposto dai cattolici e successivamente appoggiato anche dai radicali. Votarono no il 59,3%, mentre i sì furono il 40,7%. La 194, questa 194 di cui stiamo parlando sarebbe senz'altro stata migliore se i cattolici non fossero stati ancora in rotta per i risultati del referendum sul divorzio. Perciò mentre, riferendosi alla polemica che abbiamo citato Riccardo Cascioli ha scritto che la tattica si è mangiata la verità, potremmo affermare che allora, nel 1978, quando nacque la L. 194, la tattica adottata nel precedente referendum sul divorzio si mangiò la vita.
Verità e Vita. E' quindi agli amici del Comitato Verità e Vita per primi che ci rivolgiamo. Siamo d'accordo che non si deve rinunciare ai principi, ma occorre che la declinazione degli stessi nell'ambito politico tenga conto - senza cadere nell'ipocrisia - delle regole proprie che lo governano.
In quanto alle polemiche sollevate, visto che i principi sono certi ma l'indispensabile declinazione degli stessi in comportamenti nell'ambito politico e sociale è incerta, ben vengano le discussioni. Se possibile senza dimenticare chi è il vero avversario, che al momento, secondo noi, se la sta ridendo  [Giona]

Notizia n. 43911 del 12.12.2007

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