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Cultura : Arte

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BATTISTERI LOMBARDI



Anna Roda  [CulturaCattolica]
Il Battistero è una delle creazioni originarie del cristianesimo. La sua tipica forma ottagonale fu stabilizzata da sant'Ambrogio ed ha il suo prototipo nel Battistero di San Giovanni alle fonti, i cui resti si possono visitare nell'area archeologica del Duomo di Milano.
Ambrogio suggestionato dal Mausoleo imperiale di Massimiano, che era presente in Milano, capitale dell'Impero, ne riadattò la simbologia e la funzionalità in vista della Salvezza portata da Cristo. Infatti il numero otto, già di antichissima tradizione simbolica, significava la perfezione raggiunta dall'imperatore dopo la morte e la sua divinizzazione. Per chi entra nelle acque del fonte battesimale avviene la stessa cosa, ma modo reale: l'uomo passa da una vita legata al peccato originale alla nuova vita in Cristo, muore all'uomo vecchio e rinasce nuova creatura.
Dal IV secolo e per tutto il Medioevo il sacramento del Battesimo ebbe dunque un suo edificio deputato. Proponiamo quale itinerario estivo di andare alla scoperta dei battisteri lombardi, di quelli più significativi, più belli e ancora integri nelle parti architettoniche.


Il Battistero di Oggiono
Il monumento (Immagine 1), ottagonale all'esterno e circolare all'interno, presenta caratteristiche di puro stile romanico e si fa risalire al sec. XI. I lavori di restauro degli anni 1932-40 hanno evidenziato anche l'esistenza di un battistero primario altomedioevale (V-VI sec), a pianta quadrata. Il monumento, ottagonale all'esterno e circolare all'interno, presenta caratteristiche di puro stile romanico e si fa risalire al sec. XI. L'edificio è a pianta ottagonale irregolare: a est uno dei lati si incurva e forma l'abside semicircolare. Le facciate dell'ottagono sono divise da quattro semicolonne, impostate su basi sagomate e terminate da capitelli cubici smussati negli angoli. Larghe paraste sono addossate ai muri. La porta centrale è sormontata da un singolare timpano costituito da un monolito di granito, sopra il quale appoggia un arco. La luce penetra da quattro finestre strombate: tre situate sul lato meridionale e una su quello settentrionale; tre finestre più piccole illuminano l'abside. Il paramento murario presenta un'accurata esecuzione, a ricorsi regolari di pietre dalla vivace composizione cromatica, qua e là disposte a formare motivi di scacchiera. L'edificio è coperto da una cupola di tufo che poggia direttamente sul perimetro dei muri; il tetto è di beole della Val Malenco. L'ambiente interno ha forma circolare, rotto da quattro semicolonne che salgono fino all'incoronatura degli archetti di tufo, che poggiano su mensolette di pietra. L'abside è ampia, rivolta ad oriente, con tre finestrelle ed un sedile (presbyterium) per tutta l'ampiezza semicircolare. Al centro vi è la tradizionale piscina degli antichi battisteri: una vasca ottagonale costruita con un conglomerato di pietre e di tufo calcareo, rivestita da una specie di cemento rosaceo, probabilmente per renderla impermeabile alle acque battesimali. Il lato che guarda ad oriente presenta una rientranza concava, forse per comodità del sacerdote a versare l'acqua sul capo del battezzando, immerso parzialmente nella piscina. Di fronte alla porta d'ingresso dell'edificio e al centro dell'abside ci sono tracce di gradini per salire al piano della piscina. A destra e a sinistra della porta d'ingresso, due aperture conducono a due scalette situate nello spessore del muro perimetrale: quella a destra di chi entra è troncata a metà altezza; quella di sinistra, regolare fino all'altezza del ripiano dell'altra, continua in forma rudimentale fino al sottotetto, prima del quale si aprono due finestrelle quadrate che permettono di osservare l'imponenza dell'ambiente. Si può supporre fossero l'accesso a un matroneo: ma questo non esiste nell'attuale costruzione. L'abside era affrescata completamente, ma è stato tutto distrutto nel '700 per far aderire il nuovo intonaco di calce: si sono conservate la mano destra del Cristo Pantocrator centrale del catino, parte di due facce (Evangelisti ?) e altri frammenti forse ascrivibili ad un'epoca tardoromanica. Attualmente la decorazione pittorica è costituita da affreschi di diversi autori, non contemporanei tra loro; l'esecuzione si può ascrivere al periodo che intercorre tra il '400 e il '500 circa, con schemi del tutto consueti.

Il Battistero di Lenno
Il complesso di Santo Stefano a Lenno si compone della chiesa plebana di Santo Stefano e del vicino battistero ottagonale (Immagine 2). La chiesa fu edificata in epoca romanica sui resti di un edificio paleocristiano preesistente e molto rimaneggiata in seguito, nel '500 e nel 600. Il battistero è stato costruito in stile romanico negli ultimi anni dell'XI secolo, ha pianta ottagonale, con abside in origine semicircolare e presenta una decorazione a lesene, semicolonne, archetti, finestre strombate ed un portale sormontato da tre archi con lunetta. Sulla sommità della copertura è posto un lanternino quadrato con bifora a doppia ghiera.

Il Battistero di San Vittore a Varese
Il battistero di Varese (Immagine 3) si trova a destra della basilica, dietro la torre campanaria. L'edificio attuale non consente di intuire le forme di uno preesistente nello stesso luogo a pianta centrale esagonale. La sua forma - un vano quadrato con copertura a volta a crociera, seguito da un presbiterio sormontato da un matroneo - si discosta da quella consueta dei battisteri. E' il risultato di una costruzione databile tra l'XI e il XIII secolo, rimaneggiata l'ultima volta nel 1880 modificando il lato sinistro, il cui andamento spezzato venne rettificato eliminando l'angolo, ultima traccia esterna del precedente edificio. Nell'interno, durante i restauri del 1948, furono rinvenute tracce dell' originaria muratura perimetrale dell' VIII-IX secolo, e fu ritrovato un fonte battesimale ad immersione di forma ottagonale, costituito semplicemente da mattoni ed intonaco. Il fonte è sormontato da una vasca più recente con decorazioni incompiute rappresentanti il battesimo di Cristo e probabilmente figure di Santi. Internamente l'edificio presenta numerosi affreschi (Immagine 4) tra cui figure di apostoli e santi; una Crocifissione a destra dell'arco che introduce al presbiterio; una Madonna a destra dell'altare sul quale campeggia una Madonna in trono con i Santi Battista e Vittore di ignoto, e che mostra, alla sua sinistra, una Madonna del latte, tra le testimonianze più antiche della pittura locale. Altri affreschi si trovano nel matroneo.

Il battistero di Galliano
Accanto all'antica basilica, ancora oggi ricca di affreschi, il vicino Battistero (Immagine 5) presenta nel suo insieme la forma di una semplice croce tipica, delle tendenze religiose dei primi secoli d.C., al suo interno però la parte centrale è costituita da un ottagono - sopra il quale si staglia la cupola, anch'essa di forma ottagonale - il quale, assieme alle absidi e alle cappelle interne del battistero, assume la caratteristica forma crociata che ben si nota all'esterno. L'edificio è oggi completamente intonacato; si può accedere al suo interno tramite due porte, con il portone principale ubicato a ovest. Elemento di grande importanza è il fonte battesimale, risalente tra al VII-VIII secolo. Il battistero è un edificio alto 13 metri ed è costruito interamente con mattoni; la cupola, è una costruzione più tarda del resto dell'edificio, eretta attorno al X secolo con materiali meno pregiati. La cupola (Immagine 6) è sormontata da un piccolo tiburio a più piani, che costituisce la parte finale dell'intera costruzione Tratto caratteristico dell'architettura longobarda di quel periodo è l'accentuato verticalismo dell'ottagono centrale, che si distacca così dalle omologhe costruzioni paleocristiane, più compatte.

Il Battistero di San Giovanni a Lomello
Il Battistero di San Giovanni ad Fontes è, senza dubbio, il monumento più antico e più prezioso di Pomello (Immagine 7) È un edificio a forma di croce, della lunghezza, sull'asse est-ovest di 16 metri circa; di larghezza, sull'asse nord-sud, di 13 metri circa. È alto 13 metri. Ha un tamburo ottagono nel quale si aprono otto finestre a montanti diritti, con arco a tutto sesto, affiancate da due nicchie rettangolari, delimitate, in alto, da un angolo i cui lati sono messi in evidenza da due mattoni in rilievo. Al culmine del tetto si eleva un piccolo tiburio, a due piani, ornato da monòfore sormontate da bifore. Richiama i motivi che si notano sul fianco della basilica e può essere stato costruito su finire del sec. X. La muratura esterna della parte inferiore del Battistero è costituita da mattoni sesquipedali e pare risalire al V-VI secolo. La muratura della parte superiore è più tarda e rivela laterizi più piccoli e più scadenti, ma comunque riconducibili a epoca paleocristiana. Posto a sud della basilica di Santa Maria, distante da essa circa 4 metri, è orientato, come la basilica stessa, da oriente a occidente. Presenta due porte d'ingresso: una a occidente considerata principale e larga quanto il braccio; una minore, a settentrione, che rende spedito l'ingresso alla basilica. I bracci della croce sono raccordati da grandi nicchie a ferro di cavallo. Guardando la pianta del battistero, si rileva che i bracci della croce non sono uguali. Così le nicchie a ferro di cavallo non sono uguali, quella di sud est è minore delle altre. La presenza dell'arco a ferro di cavallo è senza dubbio un influsso orientale. Lomello infatti, era posto su strade di grande comunicazione ed era aperto a influssi artistici, indubbiamente a quello bizantino, ed a varie altre tendenze venutegli dalle popolazioni barbare. Le nicchie rettangolari hanno la volta a botte. Al centro, di grande rilevanza, il fonte battesimale (Immagine 8) datato ai sec. VII-VIII, in epoca longobarda, a forma di esagono irregolare con l'asse centrale spostato rispetto a quello dell'ottagono. Forse tale fatto denota la volontà nel costruttore di orientare con precisione il fonte a oriente. La forma ad esagono appariva raramente nell'arca occidentale, mentre era tipica nelle regioni di Aquileia e dell'Istria. La vasca ha il parapetto in muratura intonacata. Nel lato sud c'è il gradino di accesso al fonte, usato non già per immergersi nell'acqua lustrale, che non vi venne mai immessa, come provano le pitture delle pareti, ma per ripetere la forma di una cerimonia tradizionale. Sul lato est, al centro, vediamo un pozzetto alto cm 60. Lo studio del fonte ha permesso di mettere in luce alcuni particolari, di cui la critica non ha mai tenuto conto. Anzitutto il parapetto: la struttura muraria presenta una disposizione disordinata del materiale nell'esecuzione del lavoro. Il materiale è tutto di recupero. Il pozzetto sembra aggiunto in epoca posteriore. Sul pozzetto, con bordi a color rosso vivace, vi è una croce rossa su fondo grigio, attraversata dalla scritta: "Piscina". Le parti interne del parapetto sono decorate a losanghe rosse e fasce grigio azzurre, motivi geometrici prossimi a quelli di basiliche bizantine.

Il Battistero di Agliate
Il Battistero (Immagine 9), situato accanto alla antica basilica, si presenta con la caratteristica forma ottagonale, Esternamente si caratterizza per la presenza di una cornice ad arcate cieche, i bordi delle finestre a feritoia marcati da arcate in mattone; sotto la gronda si nota un ornamento che si potrebbe considerare un tentativo preludente alle logge. Attorno al suo perimetro di base corre un fossato largo e profondo un metro circa. Nell'interno il Battistero è occupato dalla vasca battesimale di forma ottagonale, definita da tre serie di gradini, pure a forma ottagonale. I gradini sono molto importanti dal punto di vista liturgico, poiché ci rivelano tutta una simbologia cristiana primitiva. Sant'Ilario di Siviglia ce ne dà la spiegazione: «tre gradini discendono per significare le tre cose alle quali un cristiano deve rinunciare con il Battesimo, satana, le sue opere e le sue pompe; tre gradini salgono per indicare il Mistero della SS. Trinità che dal cristiano viene professato dopo il Battesimo». Curiosa anche la presenza nel Battistero di un altare addossato al lato nord, nella piccola absidiola. Questo potrebbe suggerire l'idea di un primitivo Battistero-Chiesa antecedente al complesso della Basilica, piccolo se si vuole, ma bastante all'esiguo numero dei primi cristiani del luogo. L'altare ha una grande importanza liturgica, non per la sua forma, costituito com'è da una lastra di granito, sorretta da una colonna pure di granito a forma cilindrica, ma piuttosto per il luogo insolito dove, nello stesso vennero collocate le reliquie dei Santi. Sulle pareti del Battistero esistono abbondanti resti di pitture rovinate dal tempo, ma in modo particolare dall'imperizia di pittori posteriori, che sovrapposero i loro affreschi sulle pitture già esistenti. Si cercò in seguito di graffiare ciò che era stato aggiunto, ma l'effetto non corrispose alle buone intenzioni, poiché una delle pitture, la Deposizione (XIII sec. ca) uscì un po' malconcia dalle mani del restauratore.
L'altro affresco che si è tentato di liberare dalle sovrapposizioni rappresenta un orante del quale sono visibili i piedi appuntiti e verticali, la tunica ed il mantello stilizzati. Rimane uno degli unici esempi, se non l'unico, di rappresentazione di orante, oramai di proprietà assoluta delle catacombe. Sul fianco dell'absidiola sono affrescati i SS. Andrea e Giacomo e sulla parete di destra altre pitture; tra le quali quelle rappresentanti S. Ambrogio, S. Onofrio ed una Madonna con il Bambino ritto sulle ginocchia. Nella fascia affrescata del poligono di base della piccola cupola è ben visibile una pesca miracolosa. Nel Battistero sono poi stati raccolti i cippi funerari del Lettore Albino, quello diviso in quattro campi dalla croce, la lapide dei coniugi morti ancora giovani ed infine il cippo dedicato al Dio Silvano, murato come acquasantiera dello stesso Battistero

Il Battistero di Arsago Seprio
Collocato di fronte e molto vicino alla chiesa di San Vittore (Immagine 10), il battistero di San Giovanni (Immagine 11) ad Arsago è uno splendido esempio di questa tipologia di edifici religiosi. Databile intorno alla metà del XII secolo, ha forma ottagonale con due porte opposte tra loro ed è sormontato da una corta torre a sedici lati con arcatelle e finestre circolari. Il battistero ha al suo interno otto nicchie, delle quali quella orientata ad est contiene un altare ricavato da un cinerario romano. Nella nicchia attigua, sulla destra, sono conservate sette epigrafi romane (I-IV secolo), mentre in quella successiva, accanto alla porta meridionale, c'è un cippo miliare romano. L'edificio è chiuso da una cupola a volta emisferica di stile orientale. Una curiosità è rappresentata da una anomala finestra presente sul lato orientale dell'edificio e visibile con qualche difficoltà a causa del suo orientamento. Infatti non è tagliata perpendicolarmente al muro come d'uso, ma di sghembo con un orientamento a sud. Probabilmente fu ideata in questo modo per consentire la vista della stella del mattino all'alba successiva la notte di Pasqua, quando i catecumeni venivano battezzati. Numeroso altro materiale di reimpiego si trova nel matroneo, al quale si accede attraverso due scale ricavate nello spessore delle pareti esterne. Gli oggetti più facilmente riconoscibili sono un miliario ed un' ara votiva, entrambi utilizzati come colonne. È conservata l'antica vasca per il battesimo alla quale si accedeva scendendo tre gradini, di cui ne sono rimasti due.

Battistero di San Giovanni Battista a Mariano Comense
Il battistero (Immagine 12) attuale è stato costruito nell'XI secolo, dopo la quasi totale distruzione degli edifici preesistenti e tagliando alcune delle tombe che occupavano l'area. La pianta è quadrilobata e le quattro absidi si aprono sul vano centrale, sormontato da una copertura a cupola con tiburio ottagonale. L'edificio ha subito diverse modifiche durante i secoli: nel Cinquecento venne trasformato e orientato in senso inverso rispetto a quello originario, mentre nel Seicento venne aggiunto un protiro davanti all'entrata (Immagine 13). La facciata esterna è decorata con lesene mentre quella che era stata l'abside principale con archetti. All'interno del battistero si hanno quattro semicolonne, con due capitelli in serizzo e due con raffigurazione di volti umani fra nastri e intrecci stilizzati e motivi geometrici entro una cornice di foglie, che dividono lo spazio e sorreggono il tiburio. L'altare del battistero fu distrutto nel 1574 ma è stata recuperata una piccola urna che gli apparteneva; al suo interno sono stati rinvenuti frammenti di lamina metallica del V secolo con una decorazione in rilievo con putti e viti di soggetto pagano il che ha fatto supporre si trattasse di un reliquiario e che il battistero sia stato costruito al posto di un edificio precedente molto più antico.
Al centro dell'ambiente si ha un fonte battesimale secentesco ma restano visibili sul pavimento in ciottoli i resti dell'antica vasca battesimale.

Notizia n. 46522 del 17.07.2009

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