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Cultura : Mostre

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SANT'AGOSTINO. SI CONOSCE SOLO CIÒ CHE SI AMA

 [Meeting di Rimini 2009]
Agostino è ancor oggi l'autore cristiano più letto. Le Confessioni sono il suo capolavoro, il testo religioso più venduto anche tra i non credenti. Perché questo successo? Perchè di fronte alle sue parole la vibrazione del cuore di tante generazioni?

Sembrerà strano ma Agostino è stato semplicemente ma nello stesso tempo decisamente un uomo, ovvero uno che è sempre stato se stesso, leale con le proprie esigenze, tanto da non scendere mai a compromessi con il desiderio del suo cuore ferito. E' per questo che scorrendo le pagine delle sue opere, ed in particolare delle Confessioni, ci sentiamo a casa. Vorremmo essere come lui: perché, in fondo, siamo come lui.

Egli ci testimonia in modo continuo l'apertura del suo cuore che non si accontenta mai di nulla. Attraverso le esperienze più diverse Agostino giunge - alla fine - alla consapevolezza che il suo desiderio, messo in moto dalle creature finite, è teso a qualcosa di infinito. Egli lo capisce alla fine del suo percorso. Ma ci sorprende perché lo pone all'inizio delle Confessioni come a ricordarci la nostra natura originaria: "Ci hai fatto per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te" (Confessioni I, 1, 1). L'inquietudine è dunque espressione del nostro umano più vero. Per questo Agostino ci sfida: senza seguire questo desiderio nulla soddisfa. Senza ridestare questo amore a sé nessuna esperienza potrà renderci veramente felici.

E' da qui che prende le mosse la mostra dedicata al grande vescovo e dottore della Chiesa, per la prima volta presente al Meeting di Rimini. Essa vuole accompagnare il visitatore a fare esperienza - attraverso la testimonianza di Agostino - di come l'avvenimento della conoscenza di Dio e dell'io sia l'unica strada che possa condurre alla felicità poiché "che altro è vivere felicemente se non possedere qualcosa di eterno, conoscendola?". In questa prospettiva conoscere significa amare la verità perché "nessun bene è conosciuto perfettamente se non lo si ama perfettamente" (Diverse questioni 35, 2).

Il percorso sarà corredato di allestimenti suggestivi e multimediali, con scenografie create per l'ascolto di Agostino "dal vivo". Saranno esposti manoscritti antichi scelti dall'immensa produzione letteraria del vescovo di Ippona. Anche noi, come il suo amico e primo biografo Possidio, avremmo voluto ascoltarlo dal vivo perché "io credo che abbiano potuto trarre più profitto dal suo contatto quelli che lo poterono vedere e ascoltare quando di persona parlava in chiesa, e soprattutto quelli che ebbero pratica della sua vita quotidiana fra la gente" (Vita di Agostino, 31). "Sì, anche per noi sarebbe stato bello poterlo sentire vivo. Ma è realmente vivo nei suoi scritti, è presente in noi" (Benedetto XVI). Ecco il motivo e il taglio di questa mostra: conoscere Agostino entrando direttamente in contatto con lui. Far parlare Agostino, più che parlare di Agostino.

Notizia n. 46593 del 5.08.2009

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