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Dal 20 novembre al 10 gennaio 2010 una mostra che racconta l'orrore di settant'anni di conflitti attraverso gli scatti dei massimi fotografi del '900. L'iniziativa fa parte della Conferenza internazionale Science for Peace
Milano, 17 novembre 2009 - L'orrore della guerra raccontato attraverso il lavoro di 84 grandi icone della fotografia. Il prossimo 20 novembre si apre alla Rotonda della Besana Ombre di guerra, una mostra che vuole offrire al pubblico una meditazione ragionata sul significato e il potere simbolico delle immagini. Un percorso visivo doloroso, capace di stimolare reazioni e richiamare l'attenzione sulla follia della guerra.
La mostra, che rimarrà aperta sino al 10 gennaio 2010, curata da Contrasto, è proposta dalla Fondazione Veronesi e dal Comune di Milano, nell'ambito della Conferenza internazionale Science for Peace che dà ufficialmente il via al neonato Movimento per la pace promosso da Umberto Veronesi insieme a 20 Premi Nobel, numerosi scienziati e uomini di cultura di fama internazionale.
"Facile dire che la storia - spiega l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory - non è cronaca. Difficile dire la storia senza la cronaca. Quando quest'ultima testimonia la verità. Verità che abbacina chi non vuol vedere o sentire. Ma ogni luce ha la sua ombra. Il male fisico e morale, i conflitti, la violenza attraversano questa raccolta di fotografie che in 84 scatti intendono con forza 'dire basta' al dramma della guerra. Nomi importanti quali Robert Capa, Stuart Franklin, Henri Bureau per citarne soltanto alcuni, raccontano per immagini, crude, intense, intrise di tragico lirismo i principali scontri che hanno segnato il Novecento e che in alcuni casi esplodono o si protraggono fino ai nostri giorni."
"Abbiamo scelto - hanno dichiarato Alessandra Mauro e Denis Curti, che hanno selezionato le immagini - un gruppo significativo di ottantaquattro fotografie per mettere in mostra il dramma della guerra e offrire una lettura critica a partire proprio dalle immagini che hanno costruito, nel tempo, una vera e propria estetica della guerra.
Ottantaquattro grandi immagini di altrettanti famosi fotografi, proposte per meditare sul significato e la follia della guerra. Si potranno ammirare il soldato che stringe il fucile, traumatizzato dalle bombe in Vietnam di Don McCullin, la veglia funebre in Kosovo di Merillon, la bandiera americana piantata su Iwo Jima nella Seconda Guerra Mondiale, il miliziano ripreso da Robert Capa colpito a morte nella guerra civile spagnola, le fosse comuni della Bosnia nelle foto di Gilles Press e la guerra nel Libano di Paolo Pellegrin. Sono solo alcune delle immagini che, vere icone del nostro tempo, raccontano una dopo l'altra le guerre più recenti, dalla Spagna del 1936 al Libano del 2006. Ogni immagine è accompagnata da un testo che ne racconta la storia, ne ricostruisce il contesto e ne enfatizza il valore simbolico acquisito negli anni.
Notizia n. 46829 del 17.11.2009
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