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Temi : Sanita'

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FORMIGONI: "FALSA LA POLEMICA SUL PRIVATO"

11 dicembre 2009 - La Lombardia è la Regione con il più alto livello di attrattività di pazienti d'Italia e con il più basso indice di fuga. Il 20% di mobilità interregionale interessa la Lombardia e viene garantito per il 55% dalle strutture pubbliche e per il 45% da quelle private accreditate.
Intervenendo in apertura della quindicesima e ultima tappa degli "Stati Generali territoriali del Sistema socio-sanitario", dedicata all'Asl di Milano, il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha ribadito la validità del modello sanitario lombardo - "basato sulla parità tra pubblico e privato e sulla libertà di scelta dei cittadini" - anche in riferimento a taluni articoli apparsi oggi sulla stampa riguardo il referto della Corte dei Conti.
"La Corte dei Conti - ha spiegato Formigoni - non solo ha promosso a pieni voti il nostro bilancio e la nostra gestione finanziaria ma ha messo in luce alcuni degli elementi di forza del nostro sistema come la riduzione costante dei tempi d'attesa per le prestazioni".
Il presidente ha definito "falsa" la polemica sulla presenza del privato nella sanità: "Si tratta - ha detto - di un dibattito vecchio, di sapore ottocentesco. Ai cittadini non interessa se le strutture sono pubbliche, private, profit o non profit ma basano la scelta su dove farsi curare sulla qualità delle prestazioni, che è molto elevata in Lombardia, come dimostrano i dati sull'attrattività".
"In ogni caso - ha aggiunto Formigoni - in Italia ci sono 6 Regioni, per lo più amministrate dal centro-sinistra, in cui il privato ha un peso maggiore rispetto alla Lombardia. Non solo.
Al privato che abbiamo accreditato in Lombardia chiediamo prestazioni sempre più complesse, tant'è vero che ad esempio molte strutture private si sono dotate o hanno dovuto dotarsi per accreditarsi con noi del pronto soccorso".

TEMPI D'ATTESA - "Se le prestazioni ambulatoriali sono urgenti - ha aggiunto il presidente affrontando il tema dei tempi d'attesa - la Lombardia è una delle poche Regioni nella quale la prestazione si effettua entro 72 ore". Nel primo semestre del 2009 più del 95% delle richieste senza carattere di urgenza hanno avuto una risposta entro 60 giorni e l'83% delle prenotazioni sono state evase entro 30 giorni.
Con una delibera dello scorso giugno è stato inoltre stabilito che le strutture che non rispettano i tempi d'attesa sulle patologie a rischio devono sospendere l'attività svolta in libera professione fino al rientro nei tempi stabiliti: questa decisione riguarda le prestazioni cosiddette extra budget (senza alcuna limitazione di rimborso), la maggior parte delle quali sono destinate ai pazienti oncologici.
L'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, a questo proposito, ha ribadito l'intenzione di intervenire per migliorare ulteriormente la situazione su due fronti: "eliminare le duplicazioni di prenotazione che sono ancora numerose" e "mettere a disposizione sul web un elenco, aggiornato settimanalmente e facilmente consultabile, con le strutture che garantiscono i tempi di attesa più brevi per le prestazioni 'ad alto volume'".

IMPEGNI PER IL FUTURO - Tra le sfide per il futuro, Formigoni ha poi indicato "tre impegni concreti". Il primo riguarda l'integrazione tra gli attori in campo: secondo il presidente è necessario "integrare sempre di più la cura con la ricerca, il pubblico con il privato, l'università con il territorio". Due esempi in questo senso sono la Città della Salute e il Cerba, Centro europeo per la ricerca biomedica avanzata. Il secondo obiettivo è quello di "superare la dicotomia tra centri ospedalieri e centri di attività preventiva e diagnostica".
"Vogliamo cioè - ha spiegato Formigoni - superare la visione dell'ospedale come luogo di degenza, per potenziare l'offerta delle prestazioni sul territorio e, in particolare, quelle necessarie per i pazienti cronici: in questo percorso grande ruolo è rivestito dai medici di base ai quali assegneremo una dote sanitaria che dovranno utilizzare per seguire, passo dopo passo, il paziente in tutti i controlli periodici e gli esami necessari".
Sul territorio a Nord di Milano partirà inoltre una sperimentazione per l'assistenza domiciliare dei pazienti cronici tramite supporto informatizzato di rilevazione via web dei principali parametri vitali, in collegamento in tempo reale con la centrale operativa. Terzo obiettivo è il potenziamento dei posti letto nelle RSA nell'area di Milano e Monza, in coerenza con l'obiettivo di assicurare 7 posti letto accreditati ogni 100 abitanti ultra settantacinquenni. Già oggi la Lombardia ha 54.584 posti accreditati pari a oltre la metà del totale nazionale.
"In questi anni - ha sottolineato l'assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale Giulio Boscagli - Regione Lombardia ha fondato la sua azione su cardini imprescindibili quali la centralità della persona e della famiglia, la solidarietà verso chi è in situazione di bisogno e il principio di sussidiarietà".

BRESCIANI: POSITIVI RISULTATI SU BILANCIO E PREVENZIONE
Nel suo articolato intervento l'assessore Luciano Bresciani, affrontando il tema della sicurezza, ha ricordato, tra le altre cose, l'introduzione di nuove regole per l'accreditamento delle strutture (diventato dinamico e a tempo) e di maggiori controlli, arrivati fino alla soglia del 10%. Lo scorso 11 novembre inoltre la Regione ha firmato con l'Arma dei Carabinieri un accordo per stabilire una maggiore sinergia nei controlli, tra cui quelli sugli alimenti. A questo proposito, Bresciani ha ribadito la sua proposta, di lasciare alla Regione il controllo delle merci, in particolare degli alimenti, che entrano negli aeroporti lombardi per renderli più sicuri.

BILANCIO E PREVENZIONE - Grazie ad un bilancio in pareggio da sei anni, Regione Lombardia è riuscita anche ad ampliare la platea delle esenzioni dai ticket, che oggi sono del 70% per la specialistica e del 60% per la farmaceutica. Cioè devono pagare il ticket rispettivamente solo il 30% e il 40% dei cittadini.
L'assessore ha anche ricordato alcuni dati positivi sulle attività di prevenzione svolte da Regione Lombardia, tra cui la riduzione del 37% degli infortuni mortali sul lavoro e del numero complessivo degli incidenti (-5%) e il decremento del 13,6% degli incidenti stradali, del 28% nel numero dei morti e del 17% di feriti.

PIATTAFORMA TECNOLOGICA - Da ricordare anche il progetto regionale di messa in rete delle 6 Facoltà universitarie di Medicina delle Università, che hanno 14 macro aree di ricerca, 119 aree di ricerca, "con lo scopo - ha ribadito Bresciani - di creare un potente sistema di ricerca e sviluppo, coinvolgendo l'industria e Finlombarda per la parte finanziaria". Già 39 i progetti presentati su questa piattaforma, di cui 24 già attivi. Su questo progetto la Lombardia ha già stretto alleanze sia in Italia sia all'estero.

PROGETTI PER IL FUTURO - Gettando uno sguardo al futuro, l'assessore ha indicato alcuni progetti che Regione Lombardia intende realizzare nel 2010. Tra gli altri: sperimentazione di percorsi di semplificazione delle procedure per i cittadini sulla protesica (sportello unico); nuovi piani per sviluppare la medicina sul territorio; l'incremento delle strutture residenziali psichiatriche a contratto; il completamento del progetto CRS - Carta Regionale dei Servizi - con l'avvio della digitalizzazione delle cartelle cliniche a cominciare dalle Asl di Cremona e Mantova.

BOSCAGLI: NOSTRE POLITICHE PER LA FAMIGLIA E CON LA FAMIGLIA
Tutta l'azione regionale sul welfare si è mossa a partire dal riconoscimento della famiglia come soggetto portante della società. Ma per dare piena attuazione a questo principio ed essere realmente efficaci "bisogna costruire una politica sociale che non sia solo 'per' la famiglia, ma anche 'con' la famiglia".
E' quanto ha sottolineato l'assessore Giulio Boscagli nella sua relazione agli "Stati Generali territoriali del Sistema socio-sanitario".
Attraverso l'associazionismo familiare, ha ricordato l'assessore, nel territorio dell'Asl di Milano sono stati attivati in quasi 10 anni quasi 800 progetti innovativi.
Più in generale, nel campo sociale, la Regione ha attivato o sta per avviare numerose azioni, alcune delle quali sono state ricordate da Boscagli: il programma "Fare rete e dare tutela alla maternità", che con una dotazione finanziaria di 7 milioni ha messo a disposizione servizi innovativi di assistenza sanitaria e psicologica e sostegni materiali alle donne; l'assegno mensile di 500 euro alle famiglie dei malati di Sla e di persone in stato vegetativo; il Buono famiglia, contributo di 1.500 euro assegnato a 1.657 famiglie numerose; iniziative per conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro; la revisione della normativa e dell'organizzazione dei servizi dei consultori.
"Certamente in questi anni - ha aggiunto Boscagli - il sistema sanitario e socio-sanitario lombardi hanno vissuto una profonda e radicale trasformazione. In termini quantitativi abbiamo raggiunto risultati più che soddisfacenti in moltissime aree, ma possiamo e dobbiamo spingerci ulteriormente nella direzione di una maggiore efficacia e adeguatezza dei servizi e degli interventi ai mutevoli bisogni, sempre perseguendo il miglioramento continuo della qualità".

Notizia n. 46972 del 1.01.2010

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