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Il museo di Storia Contemporanea di via Sant'Andrea ospita la mostra "Omaggio a Indro Montanelli. 1909-2009"
Milano, 23 dicembre 2009 - Milano celebra Indro Montanelli. Da giovedì 24 dicembre, sino al 31 gennaio 2010 il Museo di Storia Contemporanea di via Sant'Andrea 6 ospita la mostra: Omaggio a Indro Montanelli. 1909 - 2009. Promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune di Milano, in collaborazione con le Civiche Raccolte Storiche, Palazzo Reale e Contrasto, l'esposizione è curata da Mario Cervi e Luigi Mascheroni.
A cento anni dalla nascita del grande giornalista una selezione di 45 scatti dell'Archivo Contrasto racconta la vita, gli incontri, il lavoro di Indro Montanelli. Tra i fotografi Guido Harari, Giorgio Liotti, Giuseppe Pino, Giancolombo, Ferdidando Scianna.
"Con questa mostra dedicata a Indro Montanelli si è voluto realizzare un duplice obiettivo: presentare un ritratto del grande giornalista e ripercorrere al tempo stesso un secolo di storia italiana - spiega l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory -. Il punto di vista delle immagini che raccontano la figura di Montanelli si incrocia con alcuni dei suoi scritti incisivi e talvolta provocatori che descrivono, analizzano e assumono una presa di posizione decisa e schietta sui fatti".
"Curare una mostra di immagini montanelliane è il mestiere più facile del mondo - spiega Mario Cervi - Indro pareva nato apposta per essere fotografato. Tutto aiutava in luil L'alta statura, il corpo filiforme, l'eleganza ossuta delle mani che artigliavano idee e battute. E soprattutto quel volto che avrebbe fatto invidia, per come forava l'obiettivo e per come rifletteva i sentimenti, a un Eduardo De Filippo. Passava, il volto di Indro, dal sorriso al cipiglio, dalla tenerezza alla tristezza, dalla riflessione alla severità".
Accanto alle fotografie selezioni di frasi di Montanelli prelevate da articoli, libri, trasmissioni televisive, interviste, ma anche ascoltate e "tramandate" dai redattori de Il Giornale, quotidiano che fondò e che diresse fino al 1994.
Ne esce il ritratto di un uomo solo fino a un certo punto burbero e pungente, come vuole la leggenda. Perché, come ricorda Mario Cervi, "era più dolce di come lo descrive e lo ricorda chi non l'ha ben conosciuto". [Comune Milano]
Notizia n. 47010 del 2.01.2010
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