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Ratificata dall'Italia il 21 gennaio scorso la Convenzione di Londra sulla responsabilità civile conseguente all'inquinamento marino, causato da residui di carburante utilizzato per la propulsione delle navi, negoziata in seno all'Organizzazione marittima internazionale (IMO).
L'IMO è una delle Agenzie specializzate delle Nazioni Unite, volta a promuovere la cooperazione tra i Paesi membri e a garantire la sicurezza della navigazione e la protezione dell'ambiente marino.
La Convenzione è stata adottata per assicurare alle persone danneggiate dalla perdita di carburanti utilizzati dalle navi un risarcimento adeguato e tempestivo.
Il campo di applicazione della Convenzione riguarda i danni occorsi nel mare territoriale e nelle zone economiche esclusive di pertinenza degli Stati parti, nonché le misure preventive rispetto a possibili danni da inquinamento, ovunque adottate. Composta da un preambolo e da 19 articoli, la Convenzione prende in esame le dinamiche relative agli incidenti che causano inquinamento: dalla responsabilità degli armatori, al campo di applicazione (p. es., le navi militari sono escluse), dagli obblighi assicurativi e la relativa certificazione di validità i cui Stati s'impegnano ad accertare per le navi che entrano nei loro porti.
Gli ultimi articoli riportano le clausole finali, tra le quali quella che disciplina la revisione o la modifica della convenzione, che può avvenire mediante una Conferenza ad hoc convocata dall'IMO.
[Governo]
Notizia n. 47119 del 13.02.2010
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