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SALUTE MENTALE, L'ASSESSORE BRESCIANI: PIÙ CURE TERRITORIALI

10 maggio 2010
(Ln - Milano) Appropriatezza, efficacia e continuità assistenziale. Sono questi i tre parametri fondamentali utilizzati per realizzare una ricerca sulla qualità delle cure erogate nei Dipartimenti di Salute mentale lombardi.

Lo studio, condotto dall'IReR (Istituto Regionale di Ricerca), ha coinvolto 1.624 pazienti in cura tra il 2008 e il 2009 nelle aziende ospedaliere di Niguarda, Desio e Vimercate e Garbagnate. I risultati sono stati presentati oggi in un convegno al quale è intervenuto l'assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani.

"La ricerca - ha spiegato Bresciani - ha fornito delle indicazioni importanti, tenendo presente la difficoltà per non dire l'impossibilità di stabilire il livello di gradimento delle cure da parte dei pazienti, che sono nelle maggior parte dei casi cronici e fragili".

In maggioranza donne (52%), con una età media di 47 anni, le 1.624 persone reclutate per la ricerca nella maggior parte dei casi vivono in famiglia (40%) o con il partner (32%) e sono senza occupazione (65%). Le patologie di cui soffrono sono schizofrenia (43%), depressione (20%), disturbo della personalità (14%), disturbo bipolare (12%), ecc.

A distanza di 12 mesi dalla prima osservazione (novembre 2008), con l'intermezzo di verifiche quadrimestrali, è stato analizzato il follow up dei pazienti, con la presa in esame di diversi indicatori. Nel 29% dei casi dopo 12 mesi di cure è stato registrato un miglioramento del quadro clinico e nel 56% dei casi una condizione stabile, "il che - ha commentato Bresciani - è positivo perché significa mantenere il paziente nella cronicità evitando la patologia acuta".

"In buona parte - ha proseguito Bresciani - è stata rilevata una appropriatezza nelle cure per cui sembrano esserci buoni segnali. Naturalmente l'obiettivo è quello di migliorare costantemente".

Il 15% dei pazienti è invece peggiorato: "è questo - ha detto ancora Bresciani - il dato su cui occorre riflettere di più". "In generale - ha proseguito l'assessore - quello che emerge è che va migliorata la continuità assistenziale, che è un elemento su cui intervenire non solo nell'ambito della salute mentale, e vanno potenziate le cure territoriali per la cronicità".

Bresciani ha citato come esempio di modello di cure e di inserimento sociale l'esperienza di Cascina Clarabella, a Iseo (Bs) nella zona della Franciacorta, dove diversi malati psichici lavorano nella produzione di vino e altri prodotti alimentari e artigianali.

"E' necessario in futuro - ha detto ancora l'assessore -trovare il modo, anche attraverso le tecnologie, di rilevare i segnali clinici senza bisogno di controlli continui con i medici o gli specialisti per non perdere di vista i pazienti". Nel campione di malati di schizofrenia presi in esame si è verificato ad esempio che il 41% di questi non svolge controlli continuativi nell'arco dei 12 mesi.

"Tutte le indicazioni della ricerca - ha concluso Bresciani - saranno tenute presenti nella stesura del Piano Regionale di Sviluppo per la nuova legislatura"

Notizia n. 47386 del 11.05.2010

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